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Diario di Pensieri, Insegnamenti, semplici impressioni della comunità di Camminidiluce

A Scuola dallo Stregone ( terza parte)

A Scuola dallo Stregone ( terza parte)

Ieri notte don Juan mi introdusse nel regno del suo sapere. Eravamo seduti al buio davanti a casa sua. Im­provvisamente, dopo un lungo silenzio, cominciò a par­lare. Disse che mi avrebbe dato un consiglio usando le stesse parole del suo benefattore il primo giorno di ap­prendistato. Evidentemente sapeva la frase a memo­ria, perché la ripetè più volte per assicurarsi che non ne perdessi neanche una parola:

«Un uomo si avvia verso il sapere come se andasse in guerra, con attenzione, timore, rispetto e assoluta si­curezza. Andare verso il sapere o andare in guerra in condizioni diverse da questa è un errore, e chiunque lo commetta se ne pentirà per il resto della vita».

Gliene chiesi il motivo e lui mi spiegò che quando un uomo ha soddisfatto quei quattro requisiti, non deve rendere conto di nessun errore; a quelle condizioni le sue imprese perdono la fallibilità delle azioni di uno stupido.

 

Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà soltanto perso una battaglia e non dovrà pentir­sene amaramente.

 

Subito dopo disse che aveva intenzione di farmi co­noscere un «alleato» nello stesso modo in cui il suo be­nefattore lo aveva fatto conoscere a lui. Pose l'accento sulle parole «stesso modo», ripetendo la frase diverse volte.

 

Un «alleato», continuò, è un potere che può entrare nella vita di un uomo per aiutarlo, consigliarlo e dargli la forza necessaria per compiere determinate azioni, grandi o piccole, giuste o sbagliate che siano. b2ap3_thumbnail_262890.jpg

Questo alleato è necessario per allargare i confini della vita di un uomo, guidare le sue azioni e approfondire il suo sapere.

 

A dire il vero, un alleato è un aiuto indispensa­bile per chiunque persegua la conoscenza.

Don Juan disse tutto ciò con grande forza e convinzione, facendo attenzione a scegliere le parole giuste. Ripetè quattro volte la seguente frase:

«Un alleato ti consentirà di vedere e capire cose che nessun essere umano potrà spiegarti».

«È come uno spirito guida?»

«Non è né una guida né uno spirito. E un aiuto.»

«Il mescalito è il tuo alleato?»

«No! Il mescalito è un altro tipo di potere. Un pote­re unico! Un protettore, un maestro.»

«Che cosa rende il mescalito diverso da un alleato?»

«Non può essere domato e usato come un alleato. Il mescalito è fuori di noi. Decide di mostrarsi sotto sem­bianze diverse a chiunque si trovi davanti a lui, non importa se si tratta di un brujo o di un bracciante.»

Don Juan aggiunse con grande fervore che il mesca­lito insegna a vivere nel modo giusto. Gli chiesi come ci riusciva, e lui rispose che il mescalito «mostrava» come vivere.

«Come?» domandai.

«In tanti modi. Qualche volta lo mostra nella sua mano, oppure sulle rocce, sugli alberi, o davanti a noi.»

«Come un'immagine che appare davanti agli occhi?»

«No. E un insegnamento che si manifesta davanti a noi.»

«Il mescalito parla con le persone?»

«Sì. Ma non con le parole.»

«E come allora?»

«Parla in modo diverso a ogni uomo.»

Capii che le mie domande lo stavano irritando. Non chiesi più nulla. Don Juan continuò spiegando che non c'era un unico modo per conoscere il mescalito, perciò nessuno poteva insegnare qualcosa che lo riguardasse se non lui stesso. Questo lo rendeva un potere unico: non era uguale per tutti.

 

Don Juan spiegò anche che l'acquisizione di un al­leato richiedeva, al contrario, un insegnamento ben preciso e lo svolgimento di fasi o passi senza che si fa­cesse alcuna deviazione. Disse che nel mondo ci sono molti poteri alleati, anche se lui ne conosceva solo due, e che mi avrebbe condotto da loro per farmene cono­scere i segreti, ma che spettava a me sceglierne uno, perché non ne potevo avere di più.

 

 

Aggiunse che l'al­leato del suo benefattore si trovava nella yerba del diablo (l'erba del diavolo), che a lui non piaceva, sebbene gli fossero stati svelati i suoi segreti. Spiegò che il suo alleato si trovava neWhumito (il fumino), ma non ap­profondì la natura di quel fumo.

 

Gli chiesi di cosa si trattasse, ma lui rimase in silen­zio. Dopo una lunga pausa domandai:

«Che tipo di potere è un alleato?».

«E un aiuto. Te l'ho già detto.»

«Come fa ad aiutare?»

«Un alleato è un potere capace di portare l'uomo ol­tre i confini del sé. In questo modo rivela misteri che nessun essere umano sarebbe in grado di fare.»

«Anche il mescalito porta oltre i confini del sé. Que­sto non lo rende un alleato?»

«No. Il mescalito porta fuori di sé per insegnare qualcosa. Un alleato lo fa per conferire potere.»

 

Gli chiesi di spiegarmi meglio questo punto, o di de­scrivermi i diversi effetti delle due sostanze. Mi guardò a lungo ridendo. Disse che imparare attraverso una conversazione non solo era una perdita di tempo, ma anche un'idiozia, dal momento che imparare è uno dei compiti più difficili che l'uomo possa intraprendere.

 

Mi invitò a ricordare il momento in cui avevo cercato un posto adatto a me, e la mia pretesa di trovarlo sen­za fare fatica, ricevendo da lui tutte le informazioni necessarie. Se mi avesse aiutato, continuò, non avrei mai imparato. Invece, rendermi conto di quanto fosse difficile l'impresa, e soprattutto sapere che quel posto esisteva, mi avrebbe dato un senso di sicurezza unico. b2ap3_thumbnail_in-my-dreams.jpg

 

Mi disse anche che, fintanto che fossi rimasto radicato nel mio «punto buono», niente avrebbe potuto nuocer­mi, perché avevo la certezza di trovarmi nelle condizio­ni migliori.

 

Avevo il potere di scrollarmi di dosso tutto ciò che avrebbe potuto danneggiarmi. Tuttavia, se lui mi avesse detto dove si trovava quel posto, non avrei mai avuto la sicurezza necessaria per definire quel sa­pere come reale.

 

Perciò sapere era veramente potere.

Don Juan continuò affermando che, quando un uo­mo decide di imparare qualcosa, deve impegnarsi a fondo come avevo fatto io per trovare il mio posto, e che i limiti dell'apprendimento sono determinati dalla propria natura.

Per questo motivo, non riteneva neces­sario parlare del sapere. Aggiunse che alcuni tipi di sa­pere erano troppo potenti per la mia forza, e parlarne non avrebbe fatto altro che danneggiarmi. Sembrava che non volesse dire altro. Si alzò e se ne andò verso ca­sa sua. Gli dissi che quella situazione mi aveva sopraf­fatto. Non era come avevo immaginato o desiderato.

 

Lui ribatté che la paura è naturale, tutti la provia­mo e non possiamo fare nulla per evitarlo. Ciò nono­stante, per quanto l'apprendimento possa essere spa­ventoso, è più terribile pensare a un uomo senza un al­leato, o senza sapere.

 


Tratto da: A Scuola dallo Stregone

 

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