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Blog di Camminidiluce

Diario di Pensieri, Insegnamenti, semplici impressioni della comunità di Camminidiluce

La Danza del Corpo

La Danza del Corpo

E vedo il mio corpo lì come morto fermo vuoto ma luminoso.

Mi avvicino lo tocco e lui si muove verso di me ;tutta la stanza prende la sua forma, le candele sono i suoi occhi; si muove piano, danza, danza con me !

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Coraggio

Coraggio

Uomo rosso cavalcavi
ritto in sella nell’infinita
prateria della vita,
affrontando ogni giorno questo strano mondo.

Cadesti in un lamento
sullo spietato grembo materno,
la tua anima
scivolò in un torrente
il tuo cuore
trascinato via dalla corrente.

Nel tuo lungo sonno,
il Grande Spirito
ti parlò nel sogno,
e la mitica Aquila
si posò sulla tua spalla.

Apristi con coraggio lo sguardo,
sognando con amore
due lontane stelle
all’orizzonte.

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Sete di Conoscenza

Sete di Conoscenza

Il sole tramontava,

il crepuscolo s’avvicinava,

l’ora del magico momento invadeva l’aria.

 

Il vento primordiale

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Le Donne nella Cultura Pellerossa

Le Donne nella Cultura Pellerossa

Le donne indiane avevano molta cura dei loro piccoli e non si limitavano ad assicurare loro la sopravvivenza: facevano di tutto per rendere la vita bella e piacevole. Per quanto riguarda i piccoli del il popolo delle Pianure, probabilmente nessuna infanzia è stata più felice : non c’erano bambini più coccolati, viziati, protetti e liberi. Senza scuola, senza orari, senza disciplina convenzionale.. i bambini attraverso il gioco apprendevano le arti, la tecnica, le tradizioni, la cultura collettiva.

Ed erano tutte le donne della tribù a prendersi cura del bambino, fino alla sua adolescenza. Le donne erano anche quelle che massaggiavano i bambini più volte al giorno soprattutto nei gelidi inverni delle pianure, erano quelle che per riparare i piccoli dal gelo, usavano il grasso di bisonte, e che pensavano a raccogliere il muschio fresco e assorbente che fungeva da pannolino per i più piccoli.


Erano ancora le donne a realizzare (di solito durante la gravidanza) e a servirsi poi, caricandoli b2ap3_thumbnail_723942_57.jpgpoi sulle spalle, bellissimi porta-enfant di morbida pelle di cerbiatto arricchita di piccolissime perline multicolori. Tra le puerpere c’era molta solidarietà: se una non aveva abbastanza latte per nutrire il proprio bambino, ce n’era sempre un’ altra che ne aveva in eccesso e che fungeva da balia. La sera, per far addormentare i piccoli cantavano lunghe nenie.

Per i problemi meno importanti, come coliche o dolori per la dentizione, erano sempre le donne a fungere da pediatre e curare il bambino con erbe medicinali, (gli analgesici più usati erano la salvia e le foglie di salice). Il cibo era sempre pronto e abbondante, conservato cotto in modo da poter essere servito in qualsiasi momento. Infatti non era destinato soltanto al consumo della famiglia, ma di chiunque arrivasse, forestieri o parenti.

Nella vita sociale degli indiani il saper preparare e servire il cibo era molto importante.
Attraverso l’offerta e la condivisione del cibo, si rinsaldavano i vincoli tra l’uomo di famiglia sia con i capi del gruppo, che con i parenti della moglie. Tutti i compiti delle donne erano considerati onorevoli e dignitosi.

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La Ruota di Medicina

La Ruota di Medicina

Per gli Indiani d’America “medicina” significava potere, completezza, integrità e conoscenza: forze energetiche vitali cui si poteva attingere al fine di incanalarle per ottenere beneficio per il corpo e l’anima. Il termine “ruota di medicina” è stato applicato per la prima volta al  “Medicine Wheel”, sulle montagne del Big Horn in Wyoming, uno dei siti del genere, tra i più antichi che si conoscano, situato a quasi 3000 metri di altitudine e risalente a circa 200-500 anni fa. (vedi foto).

Essa è una ruota costruita con grosse pietre bianche con un diametro di 28 metri e 14 raggi. La ruota di medicina veniva costruita con pietre o bastoni sulla base delle quattro sacre direzioni dello spazio. A volte viene chiamata il Sacro Cerchio.

Da questa semplice definizione è possibile comprendere I due aspetti fondamentali della Ruota: essere insieme specchio dell’Universo e dell’uomo.
Attraverso la simbologia della Ruota è possibile entrare in contatto e comprendere se stessi e il mondo, in base al principio fondamentale dei nativi: “Come è dentro, così è fuori”.

Essa funge da specchio: guardandola, si può vedere un riflesso dell’universo e del Grande Mistero, la Mente Universale che ha creato tutto ciò che esiste.

Ci si può leggere il funzionamento dell’universo, giungendo ad una comprensione delle esperienze della vita e delle leggi cosmiche e naturali, dei principi e delle forze che modellano e animano la vita umana.

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Essere un Guerriero

Essere un Guerriero

 

Per noi i Guerrieri non sono quello che voi intendete. 
Il Guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.
Il Guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri.
È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità.
 "

Toro Seduto
 
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