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La Via del Tantra - parte 3

La Via del Tantra - parte 3

"Ciò che è celebrato come fonte del flusso universale che spande la felicità è chiamato organo genitale, ma ha per essenza la via mediana"

(Jayaratha - Tantralokaviveka vol. III, pag. 430, citato da Lilian Silburn in "La kundalini o l'energia del profondo")

 

b2ap3_thumbnail_Tantra_067.jpgNelle pratiche sessuali tantriche  l'accento è posto, ovviamente e  senza possibilità di dubbio, sugli organi genitali (upastha), definiti vajra (diamante) e padma (loto). In tutte o quasi le immagini tantriche il pene e la vagina  sono posti in grande evidenza, ma  bisogna considerare  che si tratta di organi sessuali "sacralizzati" o "divinizzati". Scrive Abhinavagupta (Tantraloka V, 122)

"L'insieme degli organi divinizzati risiede senza sforzo in questo regno pieno di felicità, quello di una coscienza perpetuamente emergente"

Il turgore degli organi è l'aspetto visibile di vīryā, energia sessuale ed è sacro di per sè, perchè vīryā è una forma della Dea, ma ovviamente non basta avere il sesso turgido per essere un tantrico! Il vero Yogin è colui che, colmo di questa potenza e, liberato dai vincoli (ovvero le cause di "contrazione") vive ogni esperienza immerso nel flusso di piacere che si trasforma (sto citando ancora Abhinavagupta - Paratrisikavivarana 47-49) "in una intensa presa di coscienza il cui atto vibrante (spanda) sfugge ai limiti spaziali e temporali".

Accrescere la propria energia sessuale significa, nel tantra, accrescere la capacità di vivere pienamente fino a raggiungere lo stato della felicità senza limiti definito sahaja, o stato naturale.

***

Scrive ancora Abhinavaagupta, tradotto dalla Silburn (Paratrisikavivarana 49,50) "Mancare di virilità significa mancare di vita, mancare della capacità di meravigliarsi [caratteristica] dell'essere dotato di cuore (sahṛdaya che significa "sensibile" "empatico", "di buon cuore"), immerso nel fervore e la cui potenza virile è in effervescenza, perchè solo il cuore che fortifica questa potenza è capace di meraviglia"

Il quieto stupore, il trasporto misurato degli amanti indiani vuole rappresentare non l'assenza di passione, ma l'effervescenza sottile della potenza sessuale quando la si usa per espandere gli organi sensoriali e, quindi la coscienza.

Effervescenza, espansione, rapimento, meraviglia sono tra i termini più usati nei testi. b2ap3_thumbnail_Tantra_177.jpg

In apparenza sono parole che fanno a pugni con l'idea che abbiamo dello yogin, tutto assorbito in se stesso e occupato ad ottenere il distacco dai sensi, ma per il tantrico il distacco non è distacco dall'oggetto percepito, ma dal desiderio di quell'oggetto, il che ovviamente non significa essere distaccati dall'amante o dell'atto d'amore.

Cogliere "la potenza virile nell'atto di zampillare" ad esempio non significare impedire l'emissione dello sperma senza tener conto dei bisogni della nostra partner, come credono in molti. Bloccare, arrestare, fermare sono parole che non compaiono nel vocabolario del tantrismo, le cui tecniche  si basano sulla leggerezza e sulla dolcezza, sull'abbandono controllato (nel senso di cosciente) al flusso del piacere.

Ciò che va bloccato o interrotto non è il processo naturale dell'eiaculazione, ma casomai, la dinamica NASCITA DEL DESIDERIO - SODDISFAZIONE - MORTE DEL DESIDERIO.

La ricerca compulsiva di un oggetto di piacere per soddisfare i propri desideri e la repressione dei desideri sono entrambe dei vincoli, delle catene che rendono l'essere umano schiavo. La  percezione dell'effervescenza dell'energia sessuale che può produrre ciò che viene chiamato IL RUGGITO DELLO YOGIN può nascere solo dalla libertà.  

Il tantrico non ricerca il piacere, ma ne viene sorpreso. con l'animo dell fanciullo , o dell'artista, scopre la bellezza di un suono, di un colore, del volo di un gabbiano in maniera TATTILE e se ne stupisce. Questa specie di sinestia e il divertito distacco che la accompagna  sono trai sintomi dell'ascesa di kundalini. Il suono dei cembali durante la meditazione o una pietanza gustosa vengono "sentiti" come una carezza o un soffio di vento. 

Probabilmente la  danza e i corpi dei danzatori  sono così frequenti nelle rappresentazioni pittoriche, nelle sculture e nella simbologia tantriche perchè rendono visibile l'invisibile, quella carezza divina che sfiora il corpo e il cuore dello yogin nello stato di ananda, in ogni momento della sua esistenza.

Paradossalmente l'espansione dei sensi causata dall'accumulo di energia sessuale porta all'assorbimento nel sé. La diversa "qualità" degli stimoli sensoriali, permette di penetrarne l'essenza dell'oggetto che li provoca favorendo l'identificazione dello yogin con la percezione (azione del godere) e con l'oggetto percepito (oggetto di godimento): è questo  ciò che viene definito Samadhi

-continua....Articolo Tratto dal blog di paoloproietti.rnk

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