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La Via del Tantra parte 7 "IL FUOCO E' DONNA"

La Via del Tantra parte 7 "IL FUOCO E' DONNA"

"Il fuoco è il Cielo
Il sole è la legna che arde e i suoi raggi sono fumo. 
La fiamma è il giorno, le braci sono la luna e le scintille  stelle. 
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano la fede.[.......] 

Il fuoco è la Donna
Il pene è la legna che arde e il desiderio che stordisce è fumo. 
La fiamma è la Sua vagina  
L'unione è la brace e l'orgasmo la scintilla che ravviva. 
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano lo sperma. 
E' da questa
 offerta che sorge la vita.

(chandogya upanishad V, 4 - 8;)

b2ap3_thumbnail_Danza_dell_Anima_025_n.jpgMolti autori moderni parlano del risveglio di kundalini come di un evento eccezionale, sperimentabile solo dopo lunghi anni di pratica assidua e/o per intercessione della divinità.

E' falso: nell'essere umano kundalini si risveglia di continuo.

Ogni volta che in seguito ad una forte emozione si verifica un abbassamento del livello di coscienza accompagnato dall'unificazione delle energie del corpo, si assiste al "Risveglio di  kundalini". Quando la  paura, la rabbia, l'odio, la passione, il dolore, il piacere, le droghe limitano o paralizzano l'attività della mente razionale (manas) la "serpentessa" tira fuori la testa dalla sua casa triangolare e trascina  i suoi figli (i soffi vitali, i vayu) là dove è richiesto un surplus di energia.

Chi è preda di un'emozione incontrollata è capace di gesti impensabili in condizioni ordinarie: la paura può far correre come lepri, la rabbia ci rende forti e feroci come tigri, l'amore ci rende leggeri ed eleganti  come ninfe dei boschi. E' un fenomeno sperimentato e sperimentabile da chiunque.

Il fine dello yoga non è risvegliare kundalini, ma "convincerla a cambiar casa", a stabilirsi in un luogo diverso del corpo per poi ripetere, volontariamente, il processo della creazione.

In teoria si può "lavorare"su kundalini partendo da una qualsiasi emozione intensa. Esistono tecniche assai efficaci basate sulla paura (come l'iniziazione della morte, praticata anche dalle SS, che consiste nel chiudere il praticante in una tomba, al buio, senza viveri e  con poco ossigeno) o sulla rabbia o sul disgusto ecc..., ma la via maestra è quella dell' Eros,  perché il desiderio, potenza creatrice della divinità, pervade l'intera manifestazione.

Per il tantrismo l'esistenza è il frutto dell'unione delle potenze originarie, l'orgasmo divino. (vedi in questo blog "LA PRATICA DEI BIJA MANTRA"). Sul nostro piano di esistenza l'orgasmo, riflesso della beatitudine suprema, può divenire uno strumento di liberazione.  

 RUOLO DELLA DONNA

Nella vita ordinaria l'essere umano ha  almeno tre opportunità di sperimentare il samādhi: la b2ap3_thumbnail_Danza_dell_Anima_003_n.jpgmorte, lo svenimento e l'orgasmo, che, tra i tre eventi. è decisamente il più piacevole.  Per uno yogin già il solo riuscire ad "osservarsi", a mantenere un minimo livello di attenzione nel momento culminante dell'atto  sessuale, si rivela un esercizio assai utile, ma quello che è essenziale è la comprensione dei processi energetici che si innescano nella donna durante l'amplesso. 

Il tantra è frutto di una cultura  lontana, antica, forse, più di quanto possiamo immaginare. Alcuni maestri indiani come Satyananda Sarasvati, lo fanno risalire ad un epoca "pre-storica" e  il Dalai Lama, quando racconta della nascita  di Yeshe Dawa, la prima mitica yogini, parla di migliaia e migliaia di anni prima di Buddha Shakyamuni.

Di certo il tantrismo  proviene da un ambito femminile, o comunque, da una visione  del corpo, del sesso e del mondo completamente diversa dalla nostra.

Non è assolutamente facile, oggi, comprendere il ruolo femminile nelle pratiche tantriche: le donne animate dal fuoco del post-femminismo, tenderanno a vederla come soggetto di conoscenza, immaginando la Yogini come una collezionista di orgasmi, una virago finalmente affrancata dal dominio del maschio e vagheggiando una specie di superiorità dell'ex sesso debole. Noi uomini, immersi da un paio di millenni nel fango del maschilismo, tenderemo invece a considerare la yogini uno strumento di conoscenza, relegandola sempre e comunque al ruolo di oggetto. 

La verità è che nelle pratiche sessuali tantriche "1+1 è uguale a 3".... "il maschio deve farsi femmina per la femmina ed entrambi devono essere femmina per l'assoluto"

La parola Yogin  indica i praticanti di entrambi i sessi, mentre योगिनी yoginī è l'incarnazione, la forma fisica della Dea, la donna che ha raggiunto lo stato dell'illuminazione e può concederla al suo compagno chiamato, a volte, कन्थाधारिन्kanthādhārin, "sposo dell'amata" o "sposo della sacerdotessa".

b2ap3_thumbnail_La_Nudit_Divina_0000000007_n.jpgQuesta differenza di significato tra yoginyoginī (il termine maschile indica tutti i praticanti di yoga, quello femminile solo le donne realizzate) riflette le diverse caratteristiche e potenzialità dell'uomo e della donna (vedi in questo blog "La via del Tantra P 5"). Nel corpo femminile, per lo yoga, non solo i canali energetici sono più morbidi e ampi, ma si trovano tre spazi, detti vuoti creativi, in cui dimorano le "Grandi Madri", la triade delle divinità femminili Hindu: nella vagina ha sede Uma/Parvati, " Madre del Vuoto", nel cuore Lakshmi " Madre della Luce", e nella gola Sarasvati "Madre del Silenzio"( ovvero dell'eloquenza e della musica).

In altre parole se il corpo umano è sempre  il tempio della divinità, risulterà più agevole arrivare  alle stanze segrete del tempio nel corpo femminile che in quello maschile.

La valenza operativa delle pratiche sessuali dipende in gran parte dalla relazione tra questi "vuoti creativi" (vagina, cuore, gola) dal loro entrare  in risonanza durante l'orgasmo.

 - continua... tratto dal blog di paoloproietti.rnk

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La Via del Tantra - parte 6

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