Blog di Camminidiluce

Diario di Pensieri, Insegnamenti, semplici impressioni della comunità di Camminidiluce

Il primo incontro con l'alleato di Genaro (Da 'Viaggio a Ixtlan')

Il primo incontro con l'alleato di Genaro  (Da 'Viaggio a Ixtlan')

Ora che Genaro ha quasi fatto l'uovo forse ti racconterà del suo primo incontro con l'alleato", insisté don Juan.
«Forse», rispose don Genaro senza interesse.
Lo supplicai di raccontare.
Don Genaro si alzò in piedi, si stirò le braccia e la schiena e le sue ossa scricchiolarono. Poi si rimise a sedere.
"Ero giovane quando ho affrontato per la prima volta il mio alleato", disse alla fine. "Ricordo che era presto nel pomeriggio. Ero nei campi dall'alba e stavo tornando a casa. A un tratto l'alleato uscì da dietro un cespuglio e mi sbarrò la strada, mi era stato ad aspettare e mi invitava a lottare con lui. Mi preparai a voltargli le spalle per andarmene, ma mi venne in mente che ero abbastanza forte per affrontarlo, però avevo paura; un brivido mi corse per la spina dorsale e il collo mi diventò rigido come un pezzo di legno. A proposito, questo è sempre il segno che sei pronto, voglio dire, quando ti si indurisce il collo ".

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Le Sette leggi della Sacra Pipa

Le Sette leggi della Sacra Pipa

La Sacra Pipa è considerata uno degli oggetti più importanti e sacri per molti popoli Nativi.
Quella più conosciuta è il Calumet della pace, che veniva fumato per qualsiasi trattato o accordo di pace, divenne appunto famoso durante le guerre tra Nativi e Bianchi immigranti.


C'è però da precisare che il rito della Sacra Pipa e la Sacra Pipa stessa hanno un valore per in Nativi che va oltre quello ritenuto da molte persone, un valore soprattutto Spirituale; infatti la Sacra Pipa viene fumata in moltissimi altri riti e celebrazioni.


La Chanupa (chamata così dai Lakota) è considerata al pari di un essere vivente, appartenente a Madre Terra: essa è simbolo dell'unione tra Cielo e Terra, sempre costituita di due parti, il cannello (considerato la parte maschile- generalmente in legno) e il fornello (parte femminile-in pietra) che insieme creano la vita.


Per questo motivo quando non viene usata le due parti vengono tenute separate.

Le Sette leggi della Sacra Pipa

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La Ruota di Medicina

La Ruota di Medicina

Per gli Indiani d’America “medicina” significava potere, completezza, integrità e conoscenza: forze energetiche vitali cui si poteva attingere al fine di incanalarle per ottenere beneficio per il corpo e l’anima. Il termine “ruota di medicina” è stato applicato per la prima volta al  “Medicine Wheel”, sulle montagne del Big Horn in Wyoming, uno dei siti del genere, tra i più antichi che si conoscano, situato a quasi 3000 metri di altitudine e risalente a circa 200-500 anni fa. (vedi foto).

Essa è una ruota costruita con grosse pietre bianche con un diametro di 28 metri e 14 raggi. La ruota di medicina veniva costruita con pietre o bastoni sulla base delle quattro sacre direzioni dello spazio. A volte viene chiamata il Sacro Cerchio.

Da questa semplice definizione è possibile comprendere I due aspetti fondamentali della Ruota: essere insieme specchio dell’Universo e dell’uomo.
Attraverso la simbologia della Ruota è possibile entrare in contatto e comprendere se stessi e il mondo, in base al principio fondamentale dei nativi: “Come è dentro, così è fuori”.

Essa funge da specchio: guardandola, si può vedere un riflesso dell’universo e del Grande Mistero, la Mente Universale che ha creato tutto ciò che esiste.

Ci si può leggere il funzionamento dell’universo, giungendo ad una comprensione delle esperienze della vita e delle leggi cosmiche e naturali, dei principi e delle forze che modellano e animano la vita umana.

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A Scuola dallo Stregone (P.8) Un uomo di sapere è un guerriero

A Scuola dallo Stregone (P.8) Un uomo di sapere è un guerriero

L'esistenza di un uomo di sapere è una lotta conti­nua, e l'idea che egli sia un guerriero e che conduca una vita da guerriero fornisce gli strumenti per rag­giungere la stabilità emotiva.

La nozione di uomo in guerra comprende quattro concetti: un uomo di sapere

(1) deve avere rispetto;

(2) deve avere paura;

(3) deve essere vigile;

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A Scuola dallo Stregone (P.7) Chiarezza Mentale

A Scuola dallo Stregone (P.7) Chiarezza Mentale

Un uomo di sapere possiede la chiarezza mentale

La chiarezza mentale è il tema che fornisce un sen­so di direzione.

Il fatto che tutte le azioni siano preco­stituite significa che l'orientamento nell'ambito delle conoscenze trasmesse è ugualmente prestabilito.

Di conseguenza, la chiarezza mentale fornisce soltanto un senso di direzione, riconfermando continuamente la validità del percorso intrapreso attraverso le idee co­stitutive di

1 libertà di cercare una strada,

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A Scuola dallo Stregone (P.6) Uomo di Sapere

A Scuola dallo Stregone (P.6) Uomo di Sapere

In una delle prime fasi del mio apprendistato, don Juan affermò che l'obiettivo dei suoi insegnamenti era «mostrare come diventare un uomo di sapere».

Parten­do da tale affermazione, risulta evidente che diventare un uomo di sapere è un obiettivo operativo, così come è ovvio che ciascuna parte degli ordinati insegnamenti di don Juan era, in un modo o nell'altro, mirata al rag­giungimento di tale obiettivo.

In base alla mia argo­mentazione, definire «uomo di sapere» un obiettivo operativo è indispensabile per spiegare un determina­to «ordine operativo».

Perciò è lecito concludere che, per capire l'ordine operativo, è necessario comprende­re il suo obiettivo: uomo di sapere.

Dopo aver stabilito che «uomo di sapere» rappresen­ta la prima unità strutturale, mi è stato possibile ordi­nare con cognizione di causa i sette concetti che se­guono come le sue legittime parti costitutive:

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A Scuola dallo Stregone (P.5) I 4 Nemici Naturali

A Scuola dallo Stregone (P.5) I 4 Nemici Naturali

«Quando un uomo comincia a imparare, non ha mai obiettivi chiari. Il suo scopo è impreciso, il suo intento vago. Spera di ricevere compensi che non si materia­lizzeranno mai, perché non sa ancora nulla delle diffi­coltà che bisogna affrontare per imparare.

«Piano piano inizia a imparare, all'inizio un poco al­la volta, poi più velocemente. Presto i suoi pensieri coz­zano, perché quello che impara è diverso da ciò che si era immaginato, o su cui aveva fantasticato, e così ini­zia ad avere paura. Imparare non è mai come uno se lo aspetta. Ogni fase rappresenta un nuovo compito, e la paura provata dall'uomo comincia ad aumentare sen­za pietà, inesorabilmente. Il suo scopo diventa un campo di battaglia.

«Ecco che si imbatte nel primo dei suoi nemici natu­rali: la Paura! Un nemico terribile, insidioso e difficile da sconfiggere. Si nasconde dietro ogni angolo, vaga in cerca di una preda e aspetta. Se l'uomo, terrorizzato dalla sua presenza, fugge via, la sua ricerca sarà com­promessa per sempre.»

«Che cosa succede all'uomo che fugge in preda al pa­nico?»

«Niente, a parte il fatto che non imparerà mai. Non diventerà mai un uomo di sapere. Forse sarà un pre­potente, o un innocuo vigliacco; in ogni caso, sarà un uomo sconfitto. Il suo primo nemico avrà messo fine ai suoi desideri.»

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A Scuola dallo Stregone ( terza parte)

A Scuola dallo Stregone ( terza parte)

Ieri notte don Juan mi introdusse nel regno del suo sapere. Eravamo seduti al buio davanti a casa sua. Im­provvisamente, dopo un lungo silenzio, cominciò a par­lare. Disse che mi avrebbe dato un consiglio usando le stesse parole del suo benefattore il primo giorno di ap­prendistato. Evidentemente sapeva la frase a memo­ria, perché la ripetè più volte per assicurarsi che non ne perdessi neanche una parola:

«Un uomo si avvia verso il sapere come se andasse in guerra, con attenzione, timore, rispetto e assoluta si­curezza. Andare verso il sapere o andare in guerra in condizioni diverse da questa è un errore, e chiunque lo commetta se ne pentirà per il resto della vita».

Gliene chiesi il motivo e lui mi spiegò che quando un uomo ha soddisfatto quei quattro requisiti, non deve rendere conto di nessun errore; a quelle condizioni le sue imprese perdono la fallibilità delle azioni di uno stupido.

 

Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà soltanto perso una battaglia e non dovrà pentir­sene amaramente.

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A Scuola dallo Stregone ( seconda parte)

A Scuola dallo Stregone ( seconda parte)

La percezione diretta dell'energia consentì agli stre­goni della stirpe di don Juan di vedere gli esseri umani come agglomerati di campi di energia che appaiono sotto forma di sfere luminose.

Osservare gli esseri umani sotto tali sembianze consentì agli sciamani di giungere a conclusioni straordinarie dal punto di vista energetico. Essi notarono che ogni sfera luminosa è singolarmente connessa a una massa di energia di pro­porzioni inimmaginabili presente nell'universo; chia­marono questa massa l'oscuro mare della consapevolez­za.

Osservarono anche che ogni sfera luminosa è unita all'oscuro mare della consapevolezza in un punto anco­ra più luminoso della sfera stessa. Gli sciamani lo chia­marono il punto di unione, perché osservarono che è in quel luogo che avviene la percezione.

In quel punto il flusso dell'energia viene trasformato in dati sensoriali e quei dati vengono quindi interpretati come il mondo che ci circonda.

Quando gli chiesi di spiegarmi come avveniva il pro­cesso di trasformazione del flusso di energia in dati sensoriali, don Juan rispose che l'unica cosa che gli sciamani sanno a questo proposito è che l'immensa massa di energia chiamata l'oscuro mare della consape­volezza fornisce agli esseri umani tutto ciò di cui han­no bisogno per trasformare l'energia in dati sensoriali.

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A Scuola dallo Stregone ( prima parte)

A Scuola dallo Stregone ( prima parte)

Se dovessi dare una descrizione sintetica di quello che feci nella mia ricerca sul campo direi che lo strego­ne indiano Yaqui, don Juan Matus, mi trasmise l'uni­verso conoscitivo degli sciamani dell'antico Messico che chiamava cognizione. Con questo termine si inten­dono i processi che governano la consapevolezza della vita di tutti i giorni, processi che comprendono la me­moria, l'esperienza, la percezione e l'uso competente di qualsivoglia sintassi.

All'epoca, il concetto di cognizio­ne rappresentava l'ostacolo maggiore. Per un occiden­tale istruito come me era inconcepibile pensare che la cognizione, quale è definita nella speculazione filosofi­ca moderna, fosse qualcosa di diverso da un processo omogeneo e onnicomprensivo, valido per tutta l'uma­nità.

L'uomo occidentale è disposto ad ammettere dif­ferenze culturali che spieghino modi curiosi di descrivere i fenomeni, ma le differenze culturali non potreb­bero mai giustificare l'esistenza di processi legati alla memoria, all'esperienza, alla percezione e all'uso com­petente della lingua diversi da quelli che conosciamo.

b2ap3_thumbnail_27.jpgIn altre parole, per l'uomo occidentale esiste la cogni­zione solo come insieme di processi generali.

Per gli stregoni della stirpe di don Juan, invece, c'è la cognizione dell'uomo moderno e la cognizione degli sciamani dell'antico Messico.

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