Ieri notte don Juan mi introdusse nel regno del suo sapere. Eravamo seduti al buio davanti a casa sua. Improvvisamente, dopo un lungo silenzio, cominciò a parlare. Disse che mi avrebbe dato un consiglio usando le stesse parole del suo benefattore il primo giorno di apprendistato. Evidentemente sapeva la frase a memoria, perché la ripetè più volte per assicurarsi che non ne perdessi neanche una parola:
«Un uomo si avvia verso il sapere come se andasse in guerra, con attenzione, timore, rispetto e assoluta sicurezza. Andare verso il sapere o andare in guerra in condizioni diverse da questa è un errore, e chiunque lo commetta se ne pentirà per il resto della vita».
Gliene chiesi il motivo e lui mi spiegò che quando un uomo ha soddisfatto quei quattro requisiti, non deve rendere conto di nessun errore; a quelle condizioni le sue imprese perdono la fallibilità delle azioni di uno stupido.
Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà soltanto perso una battaglia e non dovrà pentirsene amaramente.

