Cammini di Luce

Diario di Pensieri, Insegnamenti, poesie e semplici impressioni

Preghiera del guerriero

Preghiera del guerriero

Sono quel che sono.
Avendo fede nella bellezza dentro di me, sviluppo fiducia.
Nella dolcezza ho forza.
In silenzio cammino con gli dei.
In pace capisco me stesso e il mondo.
Nel conflitto mi allontano.
Nel distacco sono libero.
Nel rispettare ogni creatura vivente, rispetto me stesso.
In dedizione onoro il coraggio dentro di me.
In eternità ho pietà per la natura di tutte le cose.
In amore accetto incondizionatamente l’evoluzione degli altri.
In libertà ho potere.
Nella mia individualità esprimo la Forza divina che è dentro di me.
In servizio do quel che sono diventato.
Sono quel che sono:
Eterno, immortale, universale e infinito. E cosi sia!

di Stuart Wilde

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Camminerò

Camminerò

Con il cuore colmo di vita e di amore camminerò.
Felice seguirò la mia strada.
Felice invocherò le grandi nuvole cariche d'acqua.
Felice invocherò la pioggia che placa la sete.
Felice invocherò i germogli sulle piante.
Felice invocherò polline in abbondanza.
Felice invocherò una coperta di rugiada.
Voglio muovermi nella bellezza e nell'armonia.
La bellezza e l'armonia siano davanti a me.
La bellezza e l'armonia siano dietro di me.
La bellezza e l'armonia siano sotto di me.
La bellezza e l’armonia siano sopra di me.
Che la bellezza e l’armonia siano ovunque,
sul mio cammino.
Nella bellezza e nell’armonia tutto si compie.

dal canto della Notte dei Navajo

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Piccoli Segreti..

Piccoli Segreti..

Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l’unione.
Sii quieto e ti muoverai sull’onda dello spirito.
Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.

 

( Detto Cheyenne )

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Nel parco con Dio

Nel parco con Dio

Un ragazzino voleva incontrare Dio. Sapeva che c’era molta strada da fare per giungere dove Egli viveva, così preparò la sua valigetta con un pacco di biscotti e sei bibite ed intraprese il suo viaggio.

 

Aveva percorso circa tre isolati quando incontrò un anziano. L’uomo era seduto nel parco e stava dando da mangiare ad alcuni piccioni.

Il bambino si sedette accanto a lui ed aprì la sua valigetta. Stava per bere un sorso della sua bibita quando si accorse che l’uomo sembrava affamato, così gli offrì un biscotto.

 

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Luna

Luna

Questa notte sono uscito a volare nella nebbia,

il mio ventre sfiorava la palpitante terra,

scivolavo di miele sulla sua pelle,

abbandonai alle spalle il tempo,

dopo una lunga attesa durata forse un momento,

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Dovrebbe essere grato chi dà

Dovrebbe essere grato chi dà

Quando Seisetsu era il maestro di Engaku a Kamakura, a un certo punto ebbe bisogno di un alloggio più grande, perché quello in cui insegnava era sovraffollato. Umezu Seibei, un mercante di Edo, decise di donare cinquecento pezzi d'oro, che si chiamavano ryo, per la costruzione di una scuola più comoda. E portò questa somma all'insegnante. Seisetsu disse: «Bene. Lo accetto». Umezu diede a Seisetsu il sacco dell'oro, ma il contegno dell'insegnante non gli garbò troppo. Con tre ryo si poteva vivere per un anno, là ce n'erano cinquecento e il mercante non si era nemmeno sentito dir grazie.

«In quel sacco ci sono cinquecento ryo» osservò Umezu.

«Me l'hai già detto» rispose Seisetsu.

«Anche se fossi un mercante ricchissimo, cinquecento ryo sono sempre un mucchio di soldi» disse Umezu.

«Vuoi che ti ringrazi?» domandò Seisetsu.

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Il Cimitero

Il Cimitero

I nostri passi vestiti di nero,

un'altra volta ancora

penetrarono nel luogo dell'ultima dimora

scivolando leggeri sulla ghiaia

del lungo viale illuminato

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Il Sole e la Luna

Il Sole e la Luna

Quando il Sole e la Luna si incontrarono per la prima volta, si innamorarono perdutamente e da quel momento cominciarono a vivere un grande Amore... Allora il mondo non esisteva ancora e il giorno che Dio decise di crearlo, gli donò il tocco finale... la bellezza! 
E decise anche che il Sole avrebbe illuminato il giorno e la Luna la notte, obbligandoli
senza volerlo a vivere separati. I due si intristirono molto quando capirono che non si sarebbero mai più incontrati. 


La Luna diventava sempre più amareggiata malgrado la brillantezza che Dio le aveva donato, Lei soffriva di solitudine...Il Sole, a sua volta, aveva guadagnato un titolo di nobiltà "Re degli Astri", ma anche questo non lo rendeva felice...
Dio li chiamò e li disse "Non avete nessun motivo per essere tristi dopotutto avete una brillantezza che vi distingue l'uno dall'altra.


Tu Luna, illuminerai le notti fredde e calde, incanterai gli innamorati e sarai molte volte motivo di poesia..

Quanto a te Sole, sostenterai questo titolo perchè sei il più importante degli astri, illuminerai la Terra durante il giorno, fornirai calore agli esseri umani e la tua semplice presenza farà le persone felici..." La Luna si intristì molto per il suo terribile destino e trascorreva i giorni piangendo.

Il Sole soffriva per la tristezza della Luna, ma non poteva lasciarsi andare perchè doveva darle la forza di accettare il destino che Dio aveva deciso per loro. 

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Stati di Coscienza ( di P.D. Ouspensky )

Stati di Coscienza ( di P.D. Ouspensky )

" Le funzioni psichiche e le funzioni fisiche non possono essere comprese fintanto che non sia compreso che le une e le altre possono lavorare in differenti stati di coscienza.

Vi sono quattro stati di coscienza possibili per l'uomo. Ma l'uomo ordinario, in altri termini, l'uomo , non vive che negli stati di coscienza più bassi. I due stati di coscienza superiori gli sono inaccessibili, e benché egli possa averne coscienza a sprazzi, è incapace di comprenderli e li giudica dal punto di vista dei due stati di coscienza inferiori che gli sono abituali.

Il primo, il sonno, è lo stato passivo nel quale gli uomini trascorrono un terzo e sovente anche la metà della loro vita.

Il secondo, nel quale passano l'altra metà della loro vita, è quello stato in cui camminano per le strade, scrivono libri, discutono di soggetti sublimi, si occupano di politica, si ammazzano a vicenda: è uno stato che considerano attivo e chiamano "coscienza lucida", o "stato di veglia" della coscienza.

Queste espressioni di "coscienza lucida" o "stato di veglia della coscienza" sembrano essere formulate per scherzo, specialmente se ci si rende conto di ciò che dovrebbe essere una "coscienza lucida" e di ciò che è in realtà lo stato nel quale l'uomo vive e agisce.

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Respiro

Respiro

Se riesci a intervenire sul respiro, improvvisamente ti ritroverai nel presente.
Se riesci a intervenire sul respiro, conseguirai la fonte della vita.
Se riesci a intervenire sul respiro, potrai trascendere il tempo e lo spazio.
Se riesci a intervenire sul respiro, sarai nel mondo e al tempo stesso lo trascenderai.

Osho

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Eternità

Eternità

Fra disseminate impalpabili galassie

va alla deriva infinita la solitudine del Lupo,

in balia della tristezza il Leone lo segue di fiuto.

Su una nebulosa

viene tracciata un'impronta,

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Sete di Conoscenza

Sete di Conoscenza

Il sole tramontava,

il crepuscolo s’avvicinava,

l’ora del magico momento invadeva l’aria.

 

Il vento primordiale

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Semplicità

Semplicità

Il divino agisce nella natura per ricordarci che semplici rimedi bastano per soddisfare i più profondi bisogni: serenità, pace della mente, buon cibo, lunghe passeggiate, preghiera, perdono, periodi di solitudine e qualcosa da amare.

Conservare questa semplicità è difficile, ma la natura è qui per ricordarci che le cose semplici e le cose divine procedono assieme.

(da Sentiero Pellerossa)

Buona Pasqua

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Eraclito Tutto scorre (panta rei).

Eraclito  Tutto scorre (panta rei).

Difficile è la lotta contro il desiderio, poiché ciò che esso vuole lo compra a prezzo dell'anima.

La malattia rende dolce la salute, la fame rende dolce la sazietà, la fatica dolce il riposo.


La via in salita e la via in discesa sono un'unica via.


Comune è nel cerchio il principio e la fine.


La stessa cosa è il vivente e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio, perché queste mutandosi sono quelle e quelle a loro volta mutandosi queste.

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Le Donne nella Cultura Pellerossa

Le Donne nella Cultura Pellerossa

Le donne indiane avevano molta cura dei loro piccoli e non si limitavano ad assicurare loro la sopravvivenza: facevano di tutto per rendere la vita bella e piacevole. Per quanto riguarda i piccoli del il popolo delle Pianure, probabilmente nessuna infanzia è stata più felice : non c’erano bambini più coccolati, viziati, protetti e liberi. Senza scuola, senza orari, senza disciplina convenzionale.. i bambini attraverso il gioco apprendevano le arti, la tecnica, le tradizioni, la cultura collettiva.

Ed erano tutte le donne della tribù a prendersi cura del bambino, fino alla sua adolescenza. Le donne erano anche quelle che massaggiavano i bambini più volte al giorno soprattutto nei gelidi inverni delle pianure, erano quelle che per riparare i piccoli dal gelo, usavano il grasso di bisonte, e che pensavano a raccogliere il muschio fresco e assorbente che fungeva da pannolino per i più piccoli.


Erano ancora le donne a realizzare (di solito durante la gravidanza) e a servirsi poi, caricandoli poi sulle spalle, bellissimi porta-enfant di morbida pelle di cerbiatto arricchita di piccolissime perline multicolori. Tra le puerpere c’era molta solidarietà: se una non aveva abbastanza latte per nutrire il proprio bambino, ce n’era sempre un’ altra che ne aveva in eccesso e che fungeva da balia. La sera, per far addormentare i piccoli cantavano lunghe nenie.

Per i problemi meno importanti, come coliche o dolori per la dentizione, erano sempre le donne a fungere da pediatre e curare il bambino con erbe medicinali, (gli analgesici più usati erano la salvia e le foglie di salice). Il cibo era sempre pronto e abbondante, conservato cotto in modo da poter essere servito in qualsiasi momento. Infatti non era destinato soltanto al consumo della famiglia, ma di chiunque arrivasse, forestieri o parenti.

Nella vita sociale degli indiani il saper preparare e servire il cibo era molto importante.
Attraverso l’offerta e la condivisione del cibo, si rinsaldavano i vincoli tra l’uomo di famiglia sia con i capi del gruppo, che con i parenti della moglie. Tutti i compiti delle donne erano considerati onorevoli e dignitosi.

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un Pensiero di don Tonino, Vescovo di Molfetta

un Pensiero di don Tonino, Vescovo di Molfetta

"Cari amici,come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!


Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!
Posso dirvi però una parola. 


Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini.

La Risurrezione. 


Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla.
Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. 
Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati. 

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Le Sette leggi della Sacra Pipa

Le Sette leggi della Sacra Pipa

La Sacra Pipa è considerata uno degli oggetti più importanti e sacri per molti popoli Nativi.
Quella più conosciuta è il Calumet della pace, che veniva fumato per qualsiasi trattato o accordo di pace, divenne appunto famoso durante le guerre tra Nativi e Bianchi immigranti.


C'è però da precisare che il rito della Sacra Pipa e la Sacra Pipa stessa hanno un valore per in Nativi che va oltre quello ritenuto da molte persone, un valore soprattutto Spirituale; infatti la Sacra Pipa viene fumata in moltissimi altri riti e celebrazioni.


La Chanupa (chamata così dai Lakota) è considerata al pari di un essere vivente, appartenente a Madre Terra: essa è simbolo dell'unione tra Cielo e Terra, sempre costituita di due parti, il cannello (considerato la parte maschile- generalmente in legno) e il fornello (parte femminile-in pietra) che insieme creano la vita.


Per questo motivo quando non viene usata le due parti vengono tenute separate.

Le Sette leggi della Sacra Pipa

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La Ruota di Medicina

La Ruota di Medicina

Per gli Indiani d’America “medicina” significava potere, completezza, integrità e conoscenza: forze energetiche vitali cui si poteva attingere al fine di incanalarle per ottenere beneficio per il corpo e l’anima. Il termine “ruota di medicina” è stato applicato per la prima volta al  “Medicine Wheel”, sulle montagne del Big Horn in Wyoming, uno dei siti del genere, tra i più antichi che si conoscano, situato a quasi 3000 metri di altitudine e risalente a circa 200-500 anni fa. (vedi foto).

Essa è una ruota costruita con grosse pietre bianche con un diametro di 28 metri e 14 raggi. La ruota di medicina veniva costruita con pietre o bastoni sulla base delle quattro sacre direzioni dello spazio. A volte viene chiamata il Sacro Cerchio.

Da questa semplice definizione è possibile comprendere I due aspetti fondamentali della Ruota: essere insieme specchio dell’Universo e dell’uomo.
Attraverso la simbologia della Ruota è possibile entrare in contatto e comprendere se stessi e il mondo, in base al principio fondamentale dei nativi: “Come è dentro, così è fuori”.

Essa funge da specchio: guardandola, si può vedere un riflesso dell’universo e del Grande Mistero, la Mente Universale che ha creato tutto ciò che esiste.

Ci si può leggere il funzionamento dell’universo, giungendo ad una comprensione delle esperienze della vita e delle leggi cosmiche e naturali, dei principi e delle forze che modellano e animano la vita umana.

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A Scuola dallo Stregone (P.8) Un uomo di sapere è un guerriero

A Scuola dallo Stregone (P.8) Un uomo di sapere è un guerriero

L'esistenza di un uomo di sapere è una lotta conti­nua, e l'idea che egli sia un guerriero e che conduca una vita da guerriero fornisce gli strumenti per rag­giungere la stabilità emotiva.

La nozione di uomo in guerra comprende quattro concetti: un uomo di sapere

(1) deve avere rispetto;

(2) deve avere paura;

(3) deve essere vigile;

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Vedere il proprio condizionamento (Jiddu Krishnamurti)

Vedere il proprio condizionamento (Jiddu Krishnamurti)

Tratto da: Può cambiare l'umanità? (Ubaldini ed.)

È possibile per noi esseri umani, esseri umani che vivono nel mondo ter­ribile che abbiamo creato, trasformarci radicalmente? Il problema è tutto qui.

Alcuni filosofi e altri hanno affermato che il condizionamento umano non si può cambiare radicalmente; lo si può modificare, rifinire e migliorare, ma la qualità fondamentale del condizionamento non si può alterare. Sono in molti a pensarla così, gli esistenzialisti, ad esempio. Perché accettiamo questo condizionamento?

State seguendo, spero, il ragionamento. Perché accettiamo il nostro condizionamento, che ha prodotto un mondo letteralmente folle, dissennato? Dove vogliamo la pace e vendiamo armamenti, dove vogliamo la pace e creiamo divisioni nazionalistiche, economiche, sociali, dove vogliamo la pace e tutte le religioni, le organizzazioni re­ligiose, ci fanno sentire separati come lo sono loro.

C’è un’enorme con­traddizione tanto all’esterno che dentro di noi. Mi chiedo se ci rendiamo conto di tutto questo dentro di noi, non di quello che succede fuori. La maggior parte di noi sa cosa sta succedendo fuori, non occorre un’intelli­genza particolare, basta osservare. E la confusione esterna è in parte re­sponsabile del nostro condizionamento.

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Incensi Alta Qualità

Palo Santo, Salvia Bianca e Incensi di Alta Qualità

Rune Artigianali

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