1. Su ordine del governatore, i soldati afferrarono Issa e i due briganti, che condussero al luogo del supplizio in cui vennero inchiodati su croci che erano state piantate per terra.


2. Per tutto il giorno i corpi di Issa e dei due banditi rimasero sospesi, sgocciolando sangue, mentre i soldati montavano la guardia; il popolo se ne stava in piedi, tutto intorno; i parenti dei suppliziati pregavano e piangevano.


3. Al tramonto, le sofferenze di Issa finirono. Egli perse conoscenza e l'anima di questo giusto si staccò dal corpo per andare ad annullarsi nella Divinità.


4. Cosi finisce l'esistenza terrena del riflesso dello Spirito eterno, sotto la forma di un uomo che aveva salvato i peccatori incalliti, e sopportato tante sofferenze.


5. Tuttavia Pilato si spavento della propria azione e fece in modo che il corpo del santo fosse reso ai suoi parenti che lo seppellirono vicino al luogo del suo supplizio; la folla venne a pregare sulla sua tomba e riempi l'aria di singhiozzi e di gemiti.


6. Tre giorni dopo, il governatore mando i soldati a prendere il corpo di Issa per inumarlo in un altro posto, per paura di un sollevamento popolare.


7. Il giorno dopo la folla trovò la tomba aperta e vuota; subito si sparse voce che il Giudice Supremo aveva inviato i suoi angeli a prelevare la spoglia mortale del santo, in cui una parte dello spirito Divino aveva dimorato sulla terra.


8. Quando questa voce giunse a conoscenza di Pilato, egli si incollerì e proibì, sotto pena di schiavitù e morte, che fosse mai pronunciato il nome di Issa, e pregato il Signore per lui.


9. Ma il popolo continuò a piangere e a glorificare a gran voce il suo maestro; cosi molti furono portati via prigionieri, torturati e messi a morte.


10. E i discepoli del santo Issa abbandonarono il paese di Israele e se ne andarono da ogni parte presso i pagani, predicando loro che dovevano abbandonare i loro errori grossolani, pensare alla salute della loro anima e alla perfetta felicita che attende gli umani nel mondo immateriale e pieno di luminosità in cui, nel riposo e in tutta la sua purezza, dimora, in una perfetta maestà, il Grande Creatore.


11. I pagani, i loro re e i loro guerrieri ascoltarono i predicatori, abbandonarono le loro assurde credenze, lasciarono i loro sacerdoti e i loro idoli per celebrare le lodi del saggissimo Creatore dell'universo, del Re dei Re il cui cuore e colmo di infinita misericordia.

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