1. Il popolo di Israele che abitava una terra molto fertile che dava due raccolti all'anno e possedeva grandi greggi, causò con i suoi peccati la collera di Dio

2. che inflisse loro un castigo terribile togliendo loro la terra, gli armenti e tutta la loro fortuna; Israele fu ridotto in schiavitù da potenti e ricchi faraoni che regnavano allora in Egitto.

3. Costoro trattavano gli israeliti peggio degli animali, caricandoli di lavori difficili e mettendoli ai ferri; coprivano i loro corpi di ferite e di piaghe senza dar loro nutrimento né permettere loro di dimorare sotto un tetto.

4. per mantenerli in uno stato di continue timore e toglier loro ogni umana caratteristica.

5. e nella sua grande calamita, il popolo di Israele, ricordandosi del suo protettore celeste, si rivolse a lui e implorò la sua grazie e la sua misericordia.

6. Un illustre faraone regnava allora in Egitto, il quale si rese celebre per le sue molte vittorie, per le ricchezze che aveva accumulato e i vasti palazzi che i suoi schiavi gli avevano costruito con le loro stesse mani.

7. Questo faraone aveva due figli, il più giovane dei quali si chiamava Mossa; dei saggi israeliti gli insegnavano diverse scienze.

8. E Mossa era amato in Egitto per la sua bontà e la sua compassione verso tutti coloro che soffrivano.

9. Vedendo che gli israeliti non volevano, malgrado le terribili sofferenze subite, abbandonare il loro Dio per adorare quelli che la mano dell'uomo aveva create, e che erano gli dei della nazione egiziana.

10. Mossa credette nel loro Dio invisibile che non permetteva alle loro forze sempre più deboli di piegarsi,

11. e i precettori israeliti animavano l'ardore di Mossa e ricorrevano a lui, pregandolo di intercedere presso il Faraone, suo padre, in favore dei suoi correligionari.

12. Il principe Mossa pregò suo padre di rendere meno dura la sorte dei poveri, ma il Faraone andò in collera con lui e non fece che aumentare i tormenti subiti dai suoi schiavi.

13. Accadde che, poco tempo dopo, una grande disgrazia visitò l'Egitto; la peste decimo giovani e anziani, sani e malati, e il faraone pensò che i suoi dei fossero in collera con lui,

14. ma il principe Mossa disse a suo padre che era il Dio dei suoi schiavi che intercedeva in favore di quei disgraziati e puniva gli egiziani.

15. il Faraone intimò allora a Mossa, suo figlio, di prendere tutti gli schiavi di razza giudea, di condurli fuori dalla città e di fondare, a gran distanza dalla capitale, un'altra città in cui egli avrebbe abitato con loro.

16. Mossa fece sapere agli schiavi ebrei che egli li aveva liberati in nome del suo Dio, il Dio di Israele; usci con loro dalla città e dalla terra di Egitto.

17. Li condusse dunque nella terra che essi avevano perduta per i troppi peccati, diede loro delle leggi e raccomando loro di pregare sempre il Creatore invisibile la cui bontà e infinita.

18. Alla morte del principe Mossa, gli israeliti osservarono rigorosamente le sue leggi; Dio allora li ricompensò per i mali ai quali erano stati esposti in Egitto.

19. Il loro regno divenne il più potente di tutta la terra, i loro re si resero celebri per i loro tesori, e
regnò una lunga pace sul popolo di Israele.

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