1.In quei tempi giunse il momento che il Giudice pieno di clemenza aveva scelto per incarnarsi in un essere umano.

2. E l'eterno Spirito che dimorava in uno stato di inazione completa e di suprema beatitudine, si svegliò e si staccò, per un periodo indeterminato, dall'Essere eterno,

3. per indicare, rivestito di un'immagine umana, i mezzi per identificarsi con la Divinità e pervenire alla felicita eterna,

4. e per mostrare, attraverso il suo esempio, come si poteva giungere alla purezza morale separando l'anima dal proprio involucro grossolano affinché potesse raggiungere erfettamente ciò che le era necessario per passare nel regno del Cielo che è immutabile e dove l'eterna felicita è sovrana.

5. Poco dopo, un meraviglioso bambino nacque in terra di Israele; Dio stesso parlava per bocca sua, delle miserie del corpo e della grandezza dell'anima.

6. I genitori del neonato erano povera gente, appartenenti di nascita a una famiglia di grande compassione, che dimenticava la sua antica grandezza sulla terra per celebrare il nome del Creatore e ringraziarlo delle disgrazie con cui Egli la metteva alla prova.

7. Per ricompensarla in quanto non si era lasciata sviare dal cammino della verità, Dio benedisse il primogenito di questa famiglia: lo scelse come suo eletto e lo mando a sostenere coloro che erano caduti nel male e a guarire coloro che soffrivano.

8. Il bambino divino, a cui fu dato il nome di Issa, cominciò fin dalla più tenera età a parlare del Dio unico e indivisibile, esortando le anime perdute al pentimento e alla purificazione dei peccati di cui si erano rese colpevoli.

9. Venivano ad ascoltarlo da ogni dove e si meravigliavano delle frasi che uscivano dalla sua bocca di bambino; tutti gli Israeliti furono d'accordo nel dire che in quel bambino abitava lo Spirito eterno.

10. Quando Issa raggiunse l'età di tredici anni, epoca in cui un israelita deve prendere moglie,

11. la casa in cui i suoi genitori si guadagnavano da vivere con un modesto lavoro, cominciò a essere un luogo di riunione per i ricchi e i nobili, che volevano avere come genero il giovane Issa, già celebre per i suoi discorsi edificanti in nome dell'Onnipotente;

12. fu allora che Issa lasciò clandestinamente la casa paterna, uscì da Gerusalemme e, seguendo dei mercanti, si diresse verso il Sindh,

13. allo scopo di perfezionarsi nella parola divina e di studiare le leggi dei grandi buddha.

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